Il FUTURO NON HA ETA'

Lo Spi-Cgil (Sindacato Pensionati Italiani) è il Sindacato generale delle pensionate, dei pensionati e delle persone anziane che tutela e organizza nella Cgil i pensionati di tutte le categorie, soggetti a qualsiasi regime pensionistico. Lo Spi-Cgil promuove lo sviluppo e la collaborazione tra Federazioni di categoria e Sindacato dei pensionati, ed è affiliato alla Federazione Europea Pensionati e Anziani (Ferpa). Leggi lo Statuto approvato dal XVII Congresso nazionale dello Spi-Cgil, tenuto a Montesilvano nei giorni 16-17-18 febbraio 2006.

News

30/03/2021

«Vaccini, accelerare la campagna: in Fvg scoperto un ultraottantenne su due»

«In Friuli Venezia Giulia esiste un ritardo oggettivo nei tempi di somministrazione del vaccino, e a risentirne sono soprattutto le fasce più fragili della popolazione: gli ultraottantenni, i non autosufficienti e in particolare quelli che sono impossibilitati a muoversi da casa. A tutt’oggi, infatti, da tutti il territorio ci continuano a giungere numerose segnalazioni sull’impossibilità di fissare gli appuntamenti per la prima somministrazione». A denunciarlo è il segretario regionale del Sindacato pensionati Cgil Roberto Treu, anche sulla base dei dati aggiornati sull’andamento della campagna vaccinale in regione.
«Nonostante siamo la regione con la maggiore incidenza di contagi e di decessi – dichiara Treu – e nonostante l’ulteriore esigenza di accelerare i tempi della campagna per l’elevata presenza di anziani, non superiamo la media nazionale di somministrazioni rispetto alle dosi consegnate, con una percentuale dell’86%, che ci colloca agli ultimi posti tra le regioni del nord. Oltre a questo, l’analisi dei dati ci dice che la metà degli over 80 deve ancora ricevere la prima dose del vaccino. Chiediamo pertanto alla Regione – conclude il segretario regionale dello Spi – di sapere quali misure intende adottare urgentemente per far fonte alla necessità prioritaria di mettere in sicurezza la parte più debole della popolazione, dove si concentrano i due terzi dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva».

L’ANALISI DEI DATI
Quanto ai dati, quelli aggiornati a ieri (29 marzo) diffusi stamane dal ministero della salute parlavano di 217mila somministrazioni a fronte di oltre 250mila dosi consegnate, pari all’86,7%, poco al di sopra della media nazionale (85,9%), ma sensibilmente al di sotto di Trentino Alto Adige (91,8%), Veneto (90,8%), Valle d’Aosta (88,4%) ed Emilia Romagna (88,2%). Delle 139.554 persone che hanno ricevuto la prima dose, pari all’11,6% della popolazione (1.206.000 abitanti), 77.640 (il 6,4%) hanno concluso il ciclo con la seconda dose. Le somministrazioni tra gli ultraottantenni sono complessivamente 86.799, considerati anche gli ultraottantenni inclusi nelle altre categorie non riferite all’età (ospiti Rsa, operatori sanitari in pensione, ecc). Di queste somministrazioni, 52.363 sono prime dosi: a fonte di 103.493 residenti ultraottantenni, la percentuale di popolazione raggiunta in questa fascia di età supera di poco il 50%.