Il FUTURO NON HA ETA'

Lo Spi-Cgil (Sindacato Pensionati Italiani) è il Sindacato generale delle pensionate, dei pensionati e delle persone anziane che tutela e organizza nella Cgil i pensionati di tutte le categorie, soggetti a qualsiasi regime pensionistico. Lo Spi-Cgil promuove lo sviluppo e la collaborazione tra Federazioni di categoria e Sindacato dei pensionati, ed è affiliato alla Federazione Europea Pensionati e Anziani (Ferpa). Leggi lo Statuto approvato dal XVII Congresso nazionale dello Spi-Cgil, tenuto a Montesilvano nei giorni 16-17-18 febbraio 2006.

News

13/05/2020

«Fase due dell'emergenza, serve un piano per gli anziani»

Un aggiornamento completo sull’andamento dei contagi, dei decessi, dei tamponi, dei controlli effettuati e dei servizi erogati, sulla condizione degli assistiti sia nelle case di riposo che nell’assistenza domiciliare, un report sul lavoro delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr) e la predisposizione di un piano per affrontare la nuova fase dell’evoluzione dell’epidemia. Sono le principali richieste che i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato all’assessore regionale alla Salute Riccardi nel corso dell’incontro svoltosi questa settimana per fare il punto sull’impatto dell’emergenza Covid nell’ambito del sistema socio-sanitario del Friuli Venezia Giulia.
L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire la richiesta di rivedere l’opzione della nave traghetto come struttura per l’isolamento degli ospiti delle case di riposo e delle Rsa triestine contagiati dal virus, che vede i sindacati contrari «non solo in considerazione dei costi e delle peculiarità della struttura e dei dubbi sulle capacità organizzative della società assegnataria in materia di servizi sanitari e assistenziali – si legge nella nota allegata, firmata dai segretari regionali Roberto Treu (Spi-Cgil), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Magda Gruarin (Uilp-Uil) – ma anche dei ritardi accumulati, incompatibili con l’urgenza di limitare i contagi e i decessi, conclamata da almeno da un mese ma evidenziata fin da marzo nelle linee guida dell’Istituto superiore della sanità». L’assessore, spiegano ancora i sindacati, «nel manifestare le sue perplessità personali, ha declinato ogni responsabilità politica, ribadendo che si tratta di una scelta tecnica, motivata con il parere espresso dall’Azienda sanitaria competente per territorio».
Quanto al tema centrale dell’incontro, chiesto per fare un punto generale sulla gestione dell’emergenza, e per avviare un confronto sulle nuove strategie da mettere in campo in campo socio-assistenziale, «le organizzazioni sindacali hanno avanzato la richiesta di una profonda revisione del piano socio sanitario, spostandone il baricentro sul territorio, così come la necessità di definire un Piano per l’anziano che rimetta al centro il riconoscimento della persona e delle sue fragilità, per una risposta che privilegi la domiciliarità e l’assistenza territoriale». Un’esigenza condivisa dall’assessore, «che si è impegnato ad assumere a breve – scrivono i sindacati – i primi provvedimenti a favore dei servizi territoriali e ad aprire un tavolo di confronto a tutto campo con i sindacati», allarmati anche per la situazione dell’assistenza domiciliare e per «il ruolo poco incisivo degli enti locali nel monitoraggio di questo servizio, fondamentale per migliaia di anziani e non autosufficienti».