Il FUTURO NON HA ETA'

Lo Spi-Cgil (Sindacato Pensionati Italiani) è il Sindacato generale delle pensionate, dei pensionati e delle persone anziane che tutela e organizza nella Cgil i pensionati di tutte le categorie, soggetti a qualsiasi regime pensionistico. Lo Spi-Cgil promuove lo sviluppo e la collaborazione tra Federazioni di categoria e Sindacato dei pensionati, ed è affiliato alla Federazione Europea Pensionati e Anziani (Ferpa). Leggi lo Statuto approvato dal XVII Congresso nazionale dello Spi-Cgil, tenuto a Montesilvano nei giorni 16-17-18 febbraio 2006.

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06/12/2019

Pensioni e welfare, prosegue la mobilitazione dei sindacati dei pensionati

Non solo la finanziaria nazionale, che sembra rimandare al 2020 le risposte alle tante rivendicazioni avanzate dai pensionati, ma anche la manovra di bilancio regionale, la cui discussione comincia martedì 10, e la riforma della sanità approvata ieri dal Consiglio. Questi i temi al centro della mobilitazione dei Sindacati pensionati, che prosegue in regione come a Roma, dove Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil terranno tre sit-in in piazza Montecitorio, l’11, il 12 e il 19 dicembre, in concomitanza con il dibattito sulla finanziaria alla Camera dei deputati.
I PRESÌDI. Tre anche le giornate di mobilitazione indette in regione, davanti alle prefetture, con i presidi di lunedì 9 dicembre a Trieste (dalle 10.30 alle 12.30) e Pordenone (dalle 11 alle 12.30), del 10 a Udine (alle 10 l’incontro con il Prefetto) e del 13 a Gorizia (9.30-11.30), promossi ancora una volta unitariamente dai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che rilanciano le richieste già al centro della manifestazione nazionale del 16 novembre e del precedente incontro con i parlamentari del Friuli Venezia Giulia. Centrale la richiesta di tornare a un sistema più equo di rivalutazione delle pensioni: tra blocco e tagli alla perequazione, infatti, la perdita accumulata dai pensionati a partire dal 2012 in termini di mancato adeguamento all’inflazione supera i 40 miliardi di euro a livello nazionale e un miliardo nel solo Fvg, dove sono quasi 150mila i pensionati che ne hanno subito gli effetti.
PENSIONI E FISCO. Ma i sindacati rivendicano misure anche a sostegno dei pensionati con redditi medio-bassi, che rappresentano la platea più vasta anche in regione, dove 117mila non superano i mille euro lordi mensili e ben 186 mila, su un totale di 354mila, si collocano sotto i 1.500 euro lordi, vale a dire 1.200 euro netti al mese. Da qui la richiesta di innalzare da 1.000 a 1.500 euro il tetto della quattordicesima, con 82mila potenziali nuovi beneficiari in regione, di rafforzare le minime, coinvolte solo in minima parte dai benefici del reddito e della pensione di cittadinanza, ma soprattutto di una riduzione della pressione fiscale sui pensionati, attualmente la più alta in Europa, in linea con il positivo abbassamento del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti. «Tutto questo – precisano Treu, Pizzolitto e Gruarin – senza dimenticare l’esigenza di una riforma organica della Fornero, per rendere più elastici i criteri di accesso alla pensione e affrontare il grave problema delle prospettive pensionistiche dei giovani»
NON AUTOSUFFICIENTI, 15.000 FIRME. È vicina a quota 15mila firme, intanto, la sottoscrizione promossa anche in regione a sostegno di una legge nazionale per i non autosufficienti. Un provvedimento, questo, su cui è forte il pressing sindacale anche in Fvg, visti gli elevati indici di invecchiamento della nostra regione, dove tra gli over 65 i non autosufficienti sono oltre 100mila, di cui 28mila in condizioni di non autosufficienza totale. E sono proprio gli effetti dell’invecchiamento, con la forte crescita della popolazione anziana e delle malattie croniche, che dovrebbero imporre – secondo i segretari regionali di Spi, Fnp e Uilp – «un’accelerazione del processo di integrazione tra sanità e assistenza, che sembra segnare invece un’ulteriore battuta d’arresto in questa legislatura».
SANITÀ FVG, CRITICHE ALLA RIFORMA. Ad aggravare le preoccupazioni dei sindacati in materia di sanità l’approvazione del disegno di legge 70, che per Treu, Pizzolitto e Gruarin «punta sulla scelta sbagliata di aumentare il ricorso alle prestazioni dei privati e non lascia intravvedere soluzioni in grado di accelerare il processo di rafforzamento dei servizi territoriali, di innovazione del sistema e di integrazione tra sanità e assistenza, integrazione già compromessa in partenza dal mancato raccordo tra la riforma della sanità e quella degli enti locali». Forti dubbi anche sul «pesante ricorso alle deleghe, che rischia di svilire il ruolo del Consiglio nell’iter di una riforma ancora a metà del guado». Ecco perché i sindacati, che aderiranno al presidio già promosso per martedì 10 dicembre dai sindacati della sanità pubblica sotto il Consiglio regionale, sollecitano l’esigenza urgente di un incontro con l’assessore e di un’audizione dei sindacati davanti alla terza Commissione, per far chiarezza sui contenuti della legge appena approvata e sull’estensione delle deleghe in mano alla Giunta».